Il ciliegiolo
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| Il ciliegiolo (detto anche ciliegino)
è un VITIGNO AUTOCTONO TOSCANO. Le origini di
questo vitigno sono incerte: alcuni affermano che la
sua introduzione in Toscana risalga al 1870, portato
da alcuni pellegrini di ritorno dal santuario di San
Giacomo di Compostella in Spagna (da ciò l’altro nome
ciliegiolo di Spagna). Altri studiosi invece sono certi
che l’uva in questione fosse quel “Ciregiolo dolce”
dall’aroma fragante, che sa esprimere il meglio di sé
in climi caldi, di cui parla lo scrittore fiorentino
Soderini nel Seicento. Sicuro è che veniva utilizzata
solo per la vinificazione e aveva scarsa popolarità,
perché usata unicamente come uva da taglio. |
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Vinificata in purezza dava infatti un vino scarico
di colore,molto fruttato ed alcolico ma spesso piatto
perché deficiente di acidità . Data inoltre la maturazione
precoce veniva per lo più utilizzata per il consumo
diretto o per preparare vini di pronta beva ma di
poca longevità come i “novelli toscani”.
Attualmente è presente nella zona centrale dell'Italia,
(Liguria, Umbria, Marche e Toscana) qui rientra negli
uvaggi delle Doc Parrina, Colli Lucchesi, Chianti,
Chianti Classico, Colli di Luni.
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| Ma nell’ultimo decennio,
questo vitigno è stato rivalutato e salvato dall’estinzione.
Studi recenti effettuati dall’Istituto di San Michele
all’Adige hanno affermato che uno de i “genitori” del
Sangiovese sarebbe proprio il Ciliegiolo insieme a due
varietà coltivate in Campania: il Palummina Mirabella
e il Calabrese Montenuovo. In azienda prima del 2000
quest’uva veniva usata in piccola percentuale con altre
uve rosse per produrre il Chianti Colli Senesi, donandogli
colore, morbidezza e un fresco aroma di ciliegia. A
partire dal 2000, dietro i preziosi consigli del ns.
enologo Francesco Bartoletti, quest’uva è vinificata
in purezza. |
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| Si ottiene un vino elegante
la cui caratteristica principale, oltre al colore rosso
rubino intenso dai riflessi violacei, è l'ampiezza e
la dolcezza del frutto (ciliegia) che affinato in legno
si evolve in forti sentori di marasca, prugna, marmellata
di ribes e mirtillo. IL nostro Ciliegiolo fin dalla
sua prima uscita ha ottenuto ottimi riconoscimenti fino
ad avere negli ultimi anni menzioni anche a livello
internazionale. |
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| Nel Luglio 2005 la
nostra azienda entra ufficialmente nel progetto ARSIA
di "Miglioramento delle produzioni vitivinicole toscane
attraverso la valorizzazione di vitigni autoctoni"(minori)
in collaborazione con il Dipartimento di coltivazione
e difesa delle specie legnose dell'Università di Pisa. |
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